Antiche macchine volanti fanno parte dall’Antichità delle tradizioni di molte culture, in tutto il mondo.
Venerati testi indù come il Ramayana e il Mahabharata descrivono dirigibili Vamana, che dicono anche essere stati utilizzati per il combattimento.
Tra i geroglifici sul muro di un tempio egizio di 3000 anni fa, ad Abydos, sono rappresentati quelli che sembrano essere moderni aeroplani ed elicotteri.
Secondo alcuni, le incisioni su dischi di pietra che sarebbero stati trovati in grotte sul confine cinese-tibetano racconterebbero storie di un razza extraterrestre chiamati Dropa, il cui veicolo spaziale sarebbe caduto sulla Terra 12000 anni fa .
Gli indios Hopi abitarono per oltre un migliaio d’anni su tre grandi Mesas, nel nord dell’Arizona. Anche le loro leggende fanno riferimento a veicoli aerei, forse provenienti da Orione.


Paleontologi cinesi hanno scoperto oltre 3000 impronte di dinosauro in una regione dell’est della Cina. Lo scrive l’agenzia Nuova Cina. Le impronte, risalenti probabilmente a oltre 100 milioni di anni fa, sono state scoperte dopo tre mesi di scavi su un sito vicino alla citta’ di Zhucheng, nella provincia costiera dello Shandong, una regione nella quale a partire dagli anni Sessanta sono state gia’ ritrovate una cinquantina di tonnellate di ossa di dinosauro.
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Al telegiornale della Fox è stata mostrata l’immagine di un oggetto sconosciuto ripreso all’esterno del nostro sistema solare. Secondo le parole dello scienziato Mikio Kaku esso non può essere una cometa, ne un asteroide ne tanto meno una stella. Non che ci volesse un astrofisico per dirlo. L’oggetto è delle dimensioni di uno stadio di football, l’unica ipotesi non extraterrestre è che ciò che si vede nella foto sia il prodotto di una collisione tra due asteroidi. Personalmente tale ipotesi non mi convince affatto. La forma è eccessivamente simmetrica per essere il prodotto di un evento distruttivo e caotico come la collisione di due corpi celesti. Non credo ne sapremo mai qualcosa in più, ma è interessante notare come sia divenuta una cosa normale che in un telegiornale di un grande network si interroghi uno scienziato sulla possibile origine extraterrestre di un oggetto sconosciuto e che lo scienziato non si scandalizzi per questo ma anzi ammetta che potrebbe anche essere.
number of view: 507Scridb filterRapimenti da parte di alieni: tubi cilindrici e l’anima.
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Molti di voi conoscono i lavori del Prof.Malanga nel campo dei rapimenti. Dalle sue ricerche è emerso che uno degli obbiettivi principali, se non l’obbiettivo principale, dei loro piani ( loro gli alieni ) e dei loro programmi è la nostra parte animica, la nostra anima. ( vi rimando al sito del Prof. Malanga per approfondimenti : www.ufomachine.org ). Molti dei rapiti assistiti dal ricercatore toscano hanno riferito di una specifica strumentazione che servirebbe esattamente ad estrarre e “spostare” l’anima dal corpo del rapito verso altre entità, che potevano essere un suo clone od anche esseri alieni. Ho sempre trovato impressionante che così tanti rapiti ricordassero questo specifico dettaglio perchè naturalmente ciò ne confermava la credibilità. Era altresì difficile capire come mai i riferimenti all’anima e alle procedure per operare su di essa fossero una caratterstica “italiana”. Ho scoperto che vi era una risposta molto semplice a questo dilemma: semplicemente mi sbagliavo! Pur non avendo letto tutti i rapporti e tutti gli studi di settore provenienti da altri paesi era convinto di conoscere l’argomento a sufficienza da poter dire che negli altri paesi, sopratutto negli States, questi dettagli non venivano raccontati. Una giustificazione parziale e non soddisfacente che adducevo era la diversa tecnica di ipnosi, ipotizzando che forse quella operata dai colleghi d’oltreoceano di Malanga non fosse altrettanto efficace. Invece quei dettagli ci sono, anche in America ci sono addotti che parlano dell’anima e dei macchinari cilindrici. Grazie al lavoro di Linda Multon Howe li ho finalmente scoperti.
Eccone alcuni esempi:
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Countdown per la Fine del Mondo. Dopo due anni di standby oggi sono state spostate le lancette del Doomsday Clock, l’orologio che da 63 anni si “muove” solo in occasione di un eventuale rischio catastrofe. Una metafora dell’ Apocalisse voluta da un gruppo di scienziati atomici nel 1947. All’indomani delle bombe su Hiroshima e Nagasaki. Oggi le lancette si sono spostate di un minuto. Indietro. foto www.altrogiornale.org
Non sono in molti a saperlo, eppure c’è un Orologio che tiene le sue lancette fissate sulla Fine del Mondo. Si chiama Orologio dell’ Apocalisse (in inglese Doomsday Clock) ed è stato “creato” dagli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists dell’Università di Chicago. Era il 1947.
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