
Dalya Alberge riferisce sui dettagli della sconfitta subita dagli antichi Egizi, da parte di un’altra superpotenza del Nilo, e su come tali dettagli siano stati tenuti nascosti.
Gli studiosi sono convinti che gli antichi Egizi siano stati “cancellati” fuori della storia, in una delle loro più umilianti sconfitte in battaglia.
Un’iscrizione di 3500 anni fa, conservata presso il British Museum, dimostra che il regno di Kush sudanese riuscì a distruggere i suoi vicini settentrionali.
La rivelazione è contenuta in 22 linee di sofisticati geroglifici decifrati da egittologi del British Museum e egiziani, dopo la scoperta avvenuta nel mese di febbraio del 2003 in una tomba riccamente decorata a El Kab, vicino a Tebe, in Egitto.
Vivian Davies, Custode del Dipartimento del museo dell’Antico Egitto e del Sudan, ha affermato: “Per molti versi questa è la scoperta di una vita, che cambia le carte in tavola”. Siamo assolutamente sconvolti da essa”.
L’iscrizione fornisce dettagli importanti, in precedenza sconosciuti, di battaglie senza precedenti “sin dai tempi di dio” ossia dall’inizio dei tempi. Gli esperti ritengono che l’umiliazione della sconfitta fosse tale, che gli antichi Egizi preferirono ometterne il ricordo dalla loro storia.
Le descrizioni contemporanee egiziane hanno indotto gli storici a ritenere che il regno di Kush fosse debole e in uno stato di barbarie per centinaia di anni, anche se vantava una società complessa con vaste risorse d’oro e dominava le principali rotte commerciali nel cuore d’Africa. Esso infine conquistò l’Egitto, nel secolo VIII a.C.
Mr. Davies, che ha guidato il progetto comune tra il British Museum e il gruppo di archeologi egiziani, ha dichiarato: “Ora è chiaro che Kush fosse una superpotenza che aveva la capacità di invadere l’Egitto. E’ stata una grande invasione, che ha sconvolto l’intera regione, un evento che è rimasto privo di documenti.
“Hanno spaziato oltre le montagne, il Nilo, senza limiti. Questa è la prima volta che ne abbiamo la prova. Chiaramente Kush, in quel momento, conquistando l’Egitto, s’impadronì del supremo potere nella Valle del Nilo.
“Se si fossero limitati ad occupare l’Egitto, i Kushiti potrebbero averlo eliminato. Si sarebbe raggiunta l’estinzione della civiltà dell’antico Egitto. Ma gli Egiziani erano abbastanza resistenti per sopravvivere, e poco dopo iniziò la grande età imperiale nota come il Nuovo Regno. I Kushiti non erano interessati a prolungare l’occupazione. Essi si limitarono al saccheggio di molti oggetti preziosi, un simbolo di dominazione. Essi fecero un sacco di danni”.
L’iscrizione è stata trovata tra due camere interne, scavate in una tomba nella roccia, ed era coperta di fuliggine e di sporco. Gradualmente la sporcizia è stata rimossa.
Mr. Davies ha dichiarato: “Ho pensato che fosse un testo religioso, ma si è rivelato storico. A poco a poco, un vero e proprio racconto è emerso, un nuovo testo scritto in vernice rossa, con la lettura da destra a sinistra”.
La tomba apparteneva a Sobeknakht, un governatore di El Kab, un’importante capitale provinciale, durante l’ultima parte della XVII dinastia (circa 1575-1550 a.C.).
L’iscrizione descrive una feroce invasione dell’Egitto da parte degli eserciti kushiti e dei loro alleati del sud, compresa la terra di Punt, sulla costa meridionale del Mar Rosso. Si dice che vasti territori sono stati colpiti e Sobeknakht è mostrato nell’eroico ruolo di organizzatore di un contro-attacco.
Il testo assume la forma di un discorso rivolto da parte di Sobeknakht ai sopravvissuti: “Ascoltate voi, che siete in vita sulla terra… Kush è venuto… Si è mosso in tutta la sua estensione, ha sollevato le tribù di Wawat… la Terra di Punt e la Medjaw…” Esso descrive il ruolo decisivo svolto dalla “forza della grande Nekhbet”, la dea-avvoltoio di El Kab, come “forza del cuore contro i Nubiani, che sono stati bruciati nel fuoco”, mentre il “capo dei nomadi è sceso attraverso l’esplosione della sua fiamma”.
La scoperta spiega perché tesori egiziani, tra cui statue, steli e un elegante vasellame d’alabastro trovata nella tomba reale a Kerma, fossero sepolti in tombe kushite: erano i trofei di guerra.
Mr. Davies ha dichiarato: “Questo non è mai stato adeguatamente spiegato in precedenza. Ora ha un senso. E’ la chiave che apre le informazioni. Ora sappiamo che sono stati saccheggiati trofei, simboli del potere di tali re sugli egiziani. Ognuno dei quattro principali re di Kush riportò tesori saccheggiati”.
La tomba di El Kab è stata saccheggiata molto tempo fa, probabilmente nell’antichità. Vi è abbastanza per indagare ulteriormente su un enorme sito e il Consiglio supremo delle Antichità d’Egitto ora ritiene che procedere a tali attività costituisca una priorità.
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Simone Barcelli
"Tracce d'eternità"
Cerchio della Luna Edizioni
Novembre 2009
Un incredibile viaggio ai confini della storia, tra le rovine di alcuni dei più misteriosi siti archeologici.
Il testo è indicato dallo Scaffale d’arte come consiglio di lettura nell’ambito del laboratorio d’arte inerente la mostra “Teotihuacan, la città degli déi”, in programma dal 9 novembre 2010 al 27 febbraio 2011 al Palazzo delle Esposizioni di Roma.


















