Impatto lunare : un buco nell’acqua

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I giorni passano ma dalla Nasa ancora non giungono notizie sui risultati della missione LaCross ed è fin troppo facile prevedere che quando queste arriveranno non ci aiuteranno a spiegare cosa veramente “non” sia successo al momento dell’impatto.

Abbiamo personalmente seguito in diretta, sul sito della Nasa, il momento del “presunto” impatto della bomba cinetica di due tonnellate sulla superficie del nostro satellite. Secondo i modelli e le animazioni si sarebbe dovuto innanzitutto vedere il bagliore dell’esplosione e di conseguenza il pennacchio di polvere sollevarsi per 6 chilomentri. A noi pareva già strano che la Nasa fosse riuscita a fare una previsione così precisa su un.. pennacchio! Tant’è vero che non ci sono andati nemmeno vicini.

Molti ritengono che qualcosa non quadri. Durante la diretta si sono visti i tecnici del JPL festeggiare e stringersi le mani, ma tutto pareva un po’ artefatto sopratutto perchè non si era visto assolutamente nulla. E non possiamo certo immaginare che abbiano celebrato solamente il fatto di esser riusciti  a centrarla… la Luna.

Come spesso accade la Nasa ha poi rilasciato un immagine che, nelle loro intenzioni, avrebbe dovuto confermare ed illustrare il successo della missione. La foto è quella che segue, lascio a voi giudicare cosa si veda o non si veda.

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E’ stata poi messa on line una slideshow ( http://www.nasa.gov/mission_pages/LCROSS/multimedia/index.html ) che sembra confezionata ad arte per distrarre dal fatto che non dice nulla.

Ma veniamo al sodo. Cosa potrebbe essere successo, per provare a capire dobbiamo fare un passo indietro. Secondo Richard Hoagland sulla Luna, come su Marte, esisterebbero strutture artificiali a testimonianza della passata presenza di civiltà evoluta. La torre e la cupola sono solamente due esempi tra le innumerevoli anomalie che rientrano in questo contesto.

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L’acqua che è stata di recente scoperta sulla superficie lunare potrebbe, secondo Hoagland, essere fuoriuscita da antiche ed enormi cisterne utilizzate proprio per la conservazione dell’acqua.

Per quanto bizzarra possa sembrare questa teoria dobbiamo tenere presente due elementi. Il primo è che non esiste una spiegazione ragionevole per la quale l’acqua dovrebbe essere diffusa su tutta la superficie della Luna. Potrebbe essere nascosta in forma ghiacciata in qualche cratere e non ,com’è stato affermato, in grande abbondanza. Considerata la mancanza di atmosfera per non sublimare ( o evaporare )  l’acqua sul satellite dovrebbe rimanere congelata a temparature bassisime, nell’ordine dei 40° Kelvin, temperatura che difficilmente viene raggiunta. Nelle zone non colpite dal sole essa scende sino a circa 70° Kelvin, altrimenti si arriva fino a 100° c.  Il secondo elemento da non sottovalutare, nel considerare l’ipotesi di Hoagland, sono il suo background scientifico ed i suoi contatti, che spesso gli hanno fornito informazioni di primo grado.

Mettendo da parte per un attimo il rigore scientifico, se ci si pensa, cosa avrebbe potuto impedire al famoso e mancato pennacchio di polvere di sollevarsi? Un terreno umido.

Tornando a Hoagland, il vero scopo della bomba aveva poco a che fare con la ricerca dell’acqua, che alla Nasa già sapevano esserci, ma bensì era di far saltare l’ipotizzata struttura artificiale nell’ottica del mantenimento del segreto.

Qualsiasi sia la verità è un fatto che la Nasa ha prudentemente evitato di tornare sulla Luna, per lo meno con le missioni ufficiali. La giustificazione economica non regge, considerando che perfino George W. Bush voleva che ci tornassimo oppure che il Congresso si prepara a rifinanziare la Nasa nonostante questa abbia annunciato di voler terminare il programma Shuttle e di non essere in grado di andare su Marte. Si parla di 35 milardi di dollari per non fare niente… però la Luna non interessa.

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L'ignoto deve essere affrontato con pazienza e con umiltà (Paul S.Martin, professore e direttore scientifico nel Laboratorio di Studi Paleoambientali, Dipartimento di Geoscienze, Università di Arizona, 1977)

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