Il team di Eske Willerslev dell’Università di Copenhagen, insieme a colleghi della Griffith University australiana, ha analizzato i capelli di un uomo delle Groenlandia, conservati nel permafrost per millenni. Grazie all’analisi, i ricercatori sono stati in grado di proporre una ricostruzione dell’aspetto dell’uomo, battezzato “Inuk”, compreso colore di pelle e capelli. Al momento i rappresentanti di questa civiltà sono poco noti, anche perché i resti della loro cultura sono estremamente limitati. La ricerca promette di aiutare gli scienziati a risalire a caratteristiche finora sconosciute di questi antichissimi popoli, anche a partire da pochissimi resti, come le ossa. I ricercatori si sono imbarcati nell’impresa di ricostruire l’estinto a partire dal sequenziamento di ciò che rimaneva del suo Dna. Ci sono riusciti e hanno sequenzato l’80% del suo genoma risalendo ad alcuni tratti fisici di questo uomo di 4000 anni fa: era di carnagione scura e aveva i capelli castani, di gruppo sanguigno A+, incline alla calvizie e predisposto a alcune malattie. Inoltre Inuk, concludono gli scienziati, non somiglia agli eschimesi delle comunità Inuit ma di certo deve essere giunto in Groenlandia dalla Siberia in una migrazione indipendente da quella finora nota che portò in loco gli antenati di Inuit e Nativi Americani. |
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| fonte:www.lastampa.it | |||||||
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Simone Barcelli
"Tracce d'eternità"
Cerchio della Luna Edizioni
Novembre 2009
Un incredibile viaggio ai confini della storia, tra le rovine di alcuni dei più misteriosi siti archeologici.
Il testo è indicato dallo Scaffale d’arte come consiglio di lettura nell’ambito del laboratorio d’arte inerente la mostra “Teotihuacan, la città degli déi”, in programma dal 9 novembre 2010 al 27 febbraio 2011 al Palazzo delle Esposizioni di Roma.


















