Uno strano vaso d’argilla Di primo acchito potrebbe apparire oltremodo semplice scrivere qualcosa attorno alla cosiddetta pila di Bagdad, uno dei reperti fuori posto più noti al grande pubblico. Eppure, come vedremo, le circostanze del ritrovamento ci inducono a ritenere che le cronache che ne riferiscono siano perlomeno confuse. Partendo dal presupposto che si deve senz’altro a Wilhelm Konig il merito di aver fatto conoscere la piccola anfora, che tanto farà parlare di sé, poco prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale, non è ben chiaro chi fosse questo signore: un archeologo (dilettante o meno), il direttore del Museo Nazionale di Bagdad oppure un ingegnere.
Prosegui la lettura dello studio tematico sul sito Tutto Storia (http://www.tuttostoria.net/approfondimenti.asp?id=780) che lo pubblica in esclusiva.
Scridb filterRelated posts:
Related posts brought to you by Yet Another Related Posts Plugin.






Simone Barcelli
"Tracce d'eternità"
Cerchio della Luna Edizioni
Novembre 2009
Un incredibile viaggio ai confini della storia, tra le rovine di alcuni dei più misteriosi siti archeologici.
Il testo è indicato dallo Scaffale d’arte come consiglio di lettura nell’ambito del laboratorio d’arte inerente la mostra “Teotihuacan, la città degli déi”, in programma dal 9 novembre 2010 al 27 febbraio 2011 al Palazzo delle Esposizioni di Roma.


















