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L’enigma di Glozel

La storia che verrà(Estratto da “La Storia che verrà” Dall’uomo di Neandertal alle prime civiltà. Gli indizi per riscrivere il nostro passato, maggio 2013, Edizioni Cerchio della Luna, prezzo € 14,80; pag 270).

 

All’inizio del secolo scorso in Francia nella località di Glozel vicino Vichy, si rinvenne una mole impressionante di reperti: ossa incise e scolpite con figure di cervi e cavalli, terrecotte e asce di pietra levigata. La scoperta, fatta casualmente da Emile Frendin, risale al marzo 1924. In questa località poi chiamata campo dei morti furono trovati anche numerosi segni grafici incisi su tavolette di terracotta: una sorta di alfabeto, insomma. Il primo intervento fu eseguito da un archeologo dilettante, il medico Antonin Morlet: tremila i reperti portati alla luce, ancora oggi conservati al Museo di Glozel. Read more…

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Venti Tracce

cover-page-001 (2)In download gratuito il numero 20 di Tracce d’eternità, il primo del V anno di vita del magazine, realizzato dalla nostra redazione. Tra i contenuti di questo numero segnaliamo un servizio di Roberto Bommarito sulla presunta fine del Fuhrer, un’analisi dell’evento di luce dei fori apicali del nuraghe Ruju di Torralba del G.R.S. Gruppo Ricerche Sardegna, la conferenza di Pier Giorgio Lepori di AM a Civitanova Marche e l’Egitto prima dei Faraoni raccontato da Roberto La Paglia.Leggerete le rubriche di Gianluca Rampini, Simone Barcelli, Noemi Stefani, Fabio Marino e Antonella Beccaria. Il nuovo supplemento è curato dalla redazione di Chimera diretta da Roberto La Paglia (con le recensioni di Daniele Imperi, approfondimenti e un racconto presentato da Luigi Milani). Il magazine si scarica cliccando sulla cover di copertina presente sul portale (colonna destra), che rimanda a una piattaforma in cui è possibile trovare tutte le produzioni della redazione. La rivista è sfogliabile anche sulla piattaforma Issuu: il collegamento è sulla pagina RIVISTA ELETTRONICA del portale. Buona lettura.

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Tracce d’eternità 19

In download gratuito il numero 19 di Tracce d’eternità, terzo del IV anno di vita del magazine, realizzato dalla nostra redazione (Gianluca Rampini, Simone Barcelli e Fabio Marino). In questo numero: un servizio inedito di Roberto La Paglia sulla Genesi, un’analisi del Caino biblico a cura di Alessandro Demontis, una corrispondenza dalla Spagna di Alfonso Neto, le interviste a Christopher Dunn (di Debora Goldstern) e Nick Pope (di Gianluca Rampini), il report della conferenza di Antonio Chiumiento a Porto Cesario (di Antonello Vozza del C.U.T.), il supplemento centrale di venti pagine curato dalla redazione di Signs diretta da Roberto La Paglia (con articoli, news e recensioni) e le consuete rubriche di Noemi Stefani, Fabio Marino, Antonella Beccaria, Luigi Milani, Michele Proclamato, Dita di Fulmine e Il Fatto Storico. Il magazine si scarica cliccando sulla cover di copertina presente sul portale (colonna destra), che rimanda a una piattaforma in cui è possibile trovare tutte le produzioni della redazione.La rivista è sfogliabile anche sulla piattaforma Issuu: il collegamento è sulla pagina RIVISTA ELETTRONICA del portale. Buona lettura.

ARTICOLI                                                                                                

Alessandro Demontis – Il Caino biblico

Alfonso Neto – L’aura umana

Domenico Dati – Cos’è la gravità?

Antonello Vozza – La conferenza di Antonio Chiumiento a Porto Cesario

Roberto La Paglia – Le misteriosi origini della Genesi

AA.VV. – Eredità atlantidee per Templari d’oltreoceano

Simone Barcelli – La civiltà di Asikli Hoyuk

 

INTERVISTE

Gianluca Rampini intervista Nik Pope (Cieli aperti menti chiuse)

Debora Goldstern intervista Christopher Dunn (Tecnologia perduta dell’Antico Egitto)

 

RUBRICHE

NOTE A MARGINE di Gianluca Rampini

CONTAMINAZIONI di Luigi Milani

LIBRARSI di Carpeoro

IL FATTO STORICO di Aezio

DITA DI FULMINE di Daniele Bagnoli

LUCI DALL’OLTREVERSO di Fabio Marino

XAARAN di Antonella Beccaria

L’OTTUPLICE SAPERE ORIENTALE di Michele Proclamato

NON PRENDIAMOCI SUL SERIO della redazione

CONFESSO, HO VIAGGIATO di Noemi Stefani

LIFE AFTER LIFE di Noemi Stefani

 

SIGNS

Editoriale (Roberto La Paglia)

The Blue Room Project (Roberto La Paglia)

Sirio, la stella del Cane (Carlo Barbera)

Il transito di Venere e la fine di un ciclo (Simone Barcelli)

NEWS (Redazionale)

SEGNALI IN LIBRERIA (Stefano Panizza)

 

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Marco Zagni a Rozzano, si parla di Tiahuanaco

Domani 9 novembre 2011 alle ore 20:45, nella sala del Centro Culturale Cascina Grande di via Togliatti a Rozzano (MI), un interessante incontro (l’ingresso è libero) per il ciclo “Archeologia e dintorni” dal titolo “Viaggio tra i misteri archeologici della Bolivia”. Tra i relatori, oltre  agli archeologi dell’Akakor Geographical Exploring (che nel 2008, come ricorderete, scoprirono un tunnel sotterraneo sotto la piramide Akapana a Tiahuanaco), l’amico Marco Zagni, collaboratore di “Tracce d’eternità”. Ricordiamo che è uscito per Mursia in questi giorni l’ultimo saggio di Zagni, “La Svastica e la RunaCultura ed esoterismo nella SS Ahnenerbe” (qui la scheda), con presentazione di Giorgio Galli. Zagni ci racconta da par suo le spedizioni archeologiche della SS Ahnenerbe, fondata nel 1935 da Heirrich Himmler, tese a dimostrare che la razza germanica fosse erede di quella ariana. Gli argomenti su cui discutere non mancheranno di certo; durante la serata saranno anche proiettate immagini relative alla scoperta del tunnel a Tiahuanaco.

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Michele Proclamato ci porta ad Avalon

Segnaliamo agli utenti questa interessante iniziativa, un viaggio in Inghilterra, a piedi fra le cattedrali custodi del sapere dell’Ottava nella leggendaria Avalon, dal 6 al 10 agosto 2012.  Un viaggio all’insegna del Mistero, con visite a piedi in mezzo alla campagna inglese, con la tecnica delle camminate consapevoli e con una guida d’eccezione: Michele Proclamato. Ogni sera Proclamato terrà una conferenza sulla simbologia delle cattedrali e dei cerchi nel grano e questo permetterà di vivere appieno l’esperienza mistica di questa terra. Chi fosse interessato dovrà prenotarsi entro il 30 giugno 2012 versando il 50% del costo (225,00 euro) sul c/c dell’Associazione Un passo dopo l’altro (IBAN IT32S0200802490000100872403); il saldo dovrà avvenire una settimana prima della partenza. Poiché l’iniziativa è destinata ai soci de “Un passo dopo l’altro“, occore tesserarsi al costo annuo di 15 euro. Informazioni: Graziella 3483906042 info@unpassodopolaltro.com graziella-bertozzi@blogspot.com o Michele 3473798569 micheleproclamato@libero.it. Pacchetto Hotel 4 **** (pernottamento, prima colazione e cena) + Guida e trasferimenti in loco+ attività associative (Escursioni, visite e conferenze). A partire da€ 550,00 (convenzioni sul volo a/r alle prime 15 iscrizioni).

Michele Proclamato ha iniziato i suoi studi attraverso la riscoperta misterica di alcuni monumenti della sua città, L’Aquila. Dopo aver individuato nel SAPERE dell’OTTAVA il cuore del sapere esoterico, oggi presente in tutto il mondo, ha scritto per le Edizioni “Melchisedek” le seguenti opere: “Il Segreto delle TRE OTTAVE”, “L’OTTAVA il Sapere degli DEI”, “Il GENIO SONICO”, “Il Segreto Millenario dei Cerchi nel Grano” e “L’Uomo di Dio”. Ha collaborato con numerose riviste del settore (Hera, I Misteri di Hera, Area di Confine, Ufo Magazine, Totem, Nexus e ScienzaeConoscenza); i suoi scritti sono pubblicati anche su diversi portali (Tracce d’eternità, Chimera, StazioneCeleste, Il portale del Mistero, AltroGiornale, MysteryChronicle, CropcircleConnector). Partecipa a conferenze e seminari in tutta Italia e organizza Tour del Mistero basati sui suoi libri.

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On line il 2° numero della rivista digitale del C.U.I.

Da un paio di giorni è  on line il secondo numero della rivista digitale “Res Inexplicata Volans“, curata dal Centro Ufologico Ionico di Antonio De Comite. Il magazine, gratuito, si sfoglia o si scarica qui.  Il C.U.I. fra l’altro sta cercando nuovi collaboratori: chi volesse scrivere di ufologia e argomenti connessi sulle pagine di “Res Inexplicata Volans“, può inviare una e-mail  a antoniodecomite@gmail.com. Come per Tracce d’eternità la collaborazione s’intende gratuita.

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Sulle Ande le rovine di una cittadella sconosciuta

Corrispondenza di Yuri Leveratto

Grande scoperta nelle Ande peruviane: 100 anni dopo l’annuncio dell’esistenza di Machu Picchu, un team di ricercatori indipendenti è giunto presso le rovine di una cittadella sconosciuta, nascosta nell’intricata “selva alta”, della regione di Cusco

Se sei interessato a sponsorizzare le prossime spedizioni Paititi-Pantiacolla contatta Yuri Leveratto

Il team di esploratori, guidati dallo statunitense Gregory Deyermenjan, al quale ha partecipato l’italiano Yuri Leveratto, ha potuto ubicare una cittadella nascosta dopo molti giorni di difficili ricerche, attraverso una delle foreste più intricate e pericolose del Sud America. Per leggere l’articolo dettagliato della spedizione clicca qui: Spedizione nella cordigliera di Paucartambo: l’enigma delle rovine di Miraflores.

A 100 anni dalla riscoperta di Machu Picchu da parte dello statunitense Hiram Bingham, in Perú sono ancora nascosti molti siti archeologici di grandissima importanza. Ancora viva è la leggenda del Paititi, l’El Dorado incaico, una cittadella nascosta nella selva adiacente al mitico “altopiano di Pantiacolla”, dove si sarebbero nascosti gli Incas fuggitivi durante la conquista del Cusco da parte degli spagnoli.

Secondo le leggende successive alla conquista, nel Paititi, la cittadella fortificata, costruita in piena selva vergine, i discendenti degli Incas avrebbero mantenuto vive le loro tradizioni e avrebbero protetto i simboli sacri del loro impero ormai conquistato: il grande disco solare d’oro rappresentante il Dio Viracocha, una statua antropomorfa d’oro di Viracocha e la magnifica catena d’oro di Huascar, un gioiello lungo ben duecento metri del peso stimato di circa una tonnellata.

Probabilmente i discendenti degli Incas occultatrono nel loro Paititi anche antichissimi codici, chiamati quipu, con i quali non solo si soleva misurare ma anche comunicare dei concetti, oltre a tavole petree incise con una scrittura esoterica detta quellca, risalente all’antichissimo impero di Tiahuanaco.

Secondo i ricercatori del team guidato da Gregory Deyermenjan, la cittadella scoperta nella selva vergine, fu quasi sicuramente costruita in epoche remote pre-incaiche ed utilizzata sia come centro agricolo, che come santuario religioso. A chi erano destinate le derrate agricole prodotte nelle vicinanze della cittadella? Forse ad un centro maggiore, ubicato oltre l’altopiano di Pantiacolla, il leggendario Paititi?

La scoperta delle rovine della cittadella, ubicata in una montagna che viene denominata “Cerro Miraflores”, è di massima importanza per le future ricerche del Paititi, da effettuarsi seguendo antichi cammini di pietra, che, da altezze di circa 3500-4000 metri sul livello del mare, si inoltrano nella selva umida dei bacini del Rio Timpia e del Rio Alto Manu. Sono luoghi quasi inacessibili, sia per il clima, rigido e nebbioso nell’altopiano, e torrido e umidissimo nelle zone tropicali, sia per la difficile orografia del terreno, e non ultimo per la presenza, nelle foreste adiacenti, di pericolosi indigeni non-contattati, (Kuga-Pacoris, Masco Piros, Toyeris e Amahuacos).

I ricercatori del team indipendente guidato da Gregory Deyermenjian sono sicuri che l’individuazione e lo studio delle rovine di Miraflores rappresenti un passo di massima importanza per la futura ubicazione del Paititi, un mito che resiste da quasi 500 anni.

YURI LEVERATTO Copyright 2011

E’ possibile riprodurre questo comunicato stampa integralmente indicando il nome dell’autore e la fonte www.yurileveratto.com/it

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Il ritorno di Tracce d’eternità

L’attesa è stata lunga ma finalmente è in download gratuito il fascicolo nr. 15 della nostra rivista Tracce d’eternità.  Potete effettuare il download gratuitamente cliccando sulla cover, nella colonna qui a destra. Il link rimanda alla piattaforma che il nostro collaboratore Fabio Marino ha messo a disposizione per tutte le produzioni della redazione. Questo significa che  non dovrete più digitare il codice di controllo previsto per Megaupload, il fornitore di storage online e servizi di hosting a cui ci appoggiavamo.  D’ora in poi scaricare il magazine sarà quindi più semplice e veloce. La rivista è sfogliabile anche sulla piattaforma Issuu: il collegamento è sulla pagina RIVISTA ELETTRONICA del portale. Buona lettura.

I CONTENUTI DI QUESTO NUMERO

ARTICOLI

Giuseppe Balena – Storia ‘infinita’ di Rennes-Le-Chateau: il codice segreto del nr.8

Maurizio Giudice – Echi ancestrali:  piramide, architettura solstiziale

Davide Amore – Il cavaliere di Allah: Saladino e l’etica “guerriera nell’islam

Nicoletta Travaglini – I misteri di San Giovanni in Venere

Roberto La Paglia – L’enigma “8 hertz”

Carlo Dorofatti – Ufologia esoterica

Franco Pavone – Nuove forme di vita arrivano dallo spazio?

Simone Barcelli – Il popolo del caucciù

INTERVISTE

Matteo Agosti intervista Enrico Calzolari (Segreti della Lunigiana)

Gianluca Rampini intervista Biagio Russo (Noi, schiavi degli dèi)

RUBRICHE

NOTE A MARGINE di Gianluca Rampini e Simone Barcelli

LUCI DALL’OLTREVERSO di Fabio Marino

IL FATTO STORICO di Aezio (Una microcamera rivela una tomba a Palenque)

L’OTTUPLICE SAPERE ORIENTALE di Michele Proclamato (Lo yoga degli 8 Re)

XAARAN di Antonella Beccaria (“Profumo di Chanel” storia di 565 miliardi di titoli Usa falsi e di vecchi nomi che riemergono)

INTORNO XII di Daniele Bonfanti e Simone Lega (Anagrammi di Stefano Sampietro; Brian Keene e il fantastico apocalittico: parla Andrea G. Colombo di Fabrizio Vercelli)

CONFESSO, HO VIAGGIATO di Noemi Stefani (Isole della Grecia)

LIFE AFTER LIFE di Noemi Stefani (Serafino non sbaglia strada)

POESIA

Il cielo e il mare di Andrea Gigante

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L’antica cittadella di Chuya, eredità della cultura Huanca

Corrispondenza di Yuri Leveratto Dopo aver terminato la spedizione nell’altopiano di Marcahuasi, a quasi 4000 metri d’altezza s.l.d.m. nella cordigliera di Lima, ho passato alcuni giorni nel paese di San Pedro de Casta (3200 mt. s.l.d.m.).
Stavo organizzando un viaggio dall’altra parte della vallata, nel distretto di Chaclla, perché avevo l’intenzione di verificare se il cosidetto “volto del profeta”, una formazione rocciosa simile ad una faccia umana, sia stato effettivamente modificato dall’uomo in tempi antichi.
Insieme alla mia guida Alberto Lopez, abbiamo raggiunto, in un ora di fuoristrada, il paesello di Chaclla, da dove abbiamo iniziato a camminare in direzione sud seguendo un’antica mulattiera. Ci trovavamo ad un altezza di 3400 metri s.l.d.m.
Dopo circa due ore di facile caminata siamo giunti in una specie di prateria, dove abbiamo incontrato alcuni mandriani che ci hanno offerto del latte di capra. Siccome sapevo le coordinate del “volto del profeta”, è stato facile ubicarlo, con l’aiuto del GPS.
In realtà è un’enorme roccia, lunga circa 100 metri e larga 50 metri, che si erge dalla superfice del terreno per circa 20 metri. Ci siamo arrampicati sul “mento” tentando di distinguere i tratti somatici del “volto”, ma senza risultato. Probabilmente la fotografia satellitare fu scattata in un giorno particolare dell’anno, e quindi si creò l’illusione di essere di fronte ad un volto umano.
Nella cima del “volto del profeta”, approssimativamente nella “fronte”, abbiamo però trovato una specie di altare cerimoniale, sostenuto da muri di pietra. Ecco le coordinate e l’altezza del “volto del profeta”:
Ubicazione: 11º 47’ 083’’ Sud / 76º 40’ 515’’ Ovest
Altezza: 3695 mt. S.l.d.m.
Probabilmente l’altare cerimoniale fu utilizzato in epoche antiche come luogo da dove si adorava il Sole.
A quel punto, con l’aiuto di potenti binocoli, abbiamo scrutato l’orizzonte e, osservando una porzione di vallata situata verso sud-est, abbiamo notato una cittadella in rovina a circa due chilometri di distanza.
Dopo circa mezz’ora di cammino siamo giunti presso le rovine della città. Eravamo stupefatti perché né a San Pedro de Casta, né a Chosica e tantomeno a Lima, nessuno ci aveva informato sull’esistenza di questo sito archeologico.
Non poteva essere un luogo completamente sconosciuto in quanto, non essendo occultato da vegetazione, deve essere stato conosciuto dai mandriani che vivono nella vallata.
Abbiamo quindi deciso di montare la tenda ed iniziare a documentare l’antica città, che a prima vista sembrava essere una roccaforte della cultura Huanca.
Abbiamo verificato che la cittadella si estende circolarmente intorno ad una collina. Il diametro di questo circolo è di circa 800 metri. La superficie totale della città è pertanto di circa mezza chilometro quadrato, ovvero cinquanta ettari.

La maggioranza degli edifici situati lungo il perimetro esterno della città, alcuni di tre piani, risultano essere stranamente stretti e lunghi, con una pianta rettangolare di approssimativamente 3×12 metri.
Nei sotterranei di questi edifici abbiamo trovato molte ossa di ovini e bovini, probabilmente perché le carcasse di detti animali furono trascinate in situ da volpi andine.
Il metodo di costruzione a pietra secca è eccellente e molti edifici sono quasi integri. Al di sotto di detti edifici ci sono frequentemente degli stretti cunicoli ai quali si accede attraverso un’apertura sovrastata da una pietra rettangolare che funge da trave portante. Probabilmente questi cunicoli furono utilizzati come urne funerarie per individui di ceto medio.
Continuando l’esplorazione della città, della quale continuavamo ad ignorare il nome ufficiale, abbiamo trovato un portale molto particolare: è caratterizzato da due enormi pietre cubiche ai lati con una grande pietra dalla pianta triangolare che funge da architrave (foto principale). Anche in questo caso si nota l’eccellente sistema di costruzione utilizzato dagli antichi architetti.
Esplorando la parte alta della collina, abbiamo trovato una larga parete che funge da muro di contenzione, ma stranamente, nella parete frontale vi sono tre aperture, come fossero urne funerarie, che sono però occluse, cioé piene di detriti e vegetazione intricata. Cosa vi sarà nascosto? Forse dei resti umani come i crani trovati nella spedizione Marcahuasi 2011? Solo un accurato studio archeologico lo potrebbe appurare.
Ancora più in alto, verso la cima della collina, si possono distinguere altre edificazioni più piccole e raffinate, probabilmente destinate alle caste alte. Il re e la sua sposa ufficiale risiedevano nella cima, in posizione dominante, in una situazione similare a quella da me documentata nella fortezza di Trinchera.
Abbiamo passato tutto il pomeriggio misurando, cartografando e verificando con la bussola l’orientamento dei principali edifici.
Quando è giunta la notte, dopo aver preparato una zuppa di cereali andini e patate, ci siamo scaldati intorno ad un fuoco.
La cittadella vista da trenta metri al chiaro di luna, assumeva uno strano aspetto spettrale, ma ciò non ci ha impedito di addormentarci cadendo in un sonno profondo. L’indomani mattina, alle sei, siamo stati svegliati dal ragliare di alcuni asini appartenenti ad un mandriano. Lui stesso ci ha informato sul nome dell’antica cittadella: Chuya (pron.: ciuia). Per i mandriani della parte alta della valle del Rio Santa Eulalia, Chuya è una città sacra dove si trovano gli spiriti degli antenati.
Prima di partire abbiamo “fatto il punto” con il GPS della cittadella di Chuya:
Ubicazione: 11° 47’ 597’’ Sud / 76° 40’ 491’’ Ovest
Altezza: 3471 mt. s.l.d.m.
Dopo circa mezz’ora, quando il Sole era già sorto, abbiamo smontato la tenda e, dopo una colazione frugale, abbiamo deciso d’intraprendere il cammino del ritorno, dirigendoci però non verso Chaclla, ma verso Sud-Est, nell’intento di scendere a valle.
E’ stata una lunghissima camminata di circa sette ore durante le quali abbiamo attraversato vari livelli termici scendendo da 3500 metri s.l.d.m. fino a 1400 mt. s.l.d.m. Inizialmente abbiamo camminato in un costone situato ad Est rispetto a Chuya, e abbiamo potuto osservarla da lontano. Poi ci siamo infilati in un angusto sentiero al lato del precipizio scendendo rapidamente all’altezza di circa 2900 mt s.l.d.m.. Quindi siamo entrati in un intricato bosco andino il cui attraversamento è risultato molto complicato. Appesantiti dagli zaini, siamo più volte scivolati in quanto la pendenza era realmente notevole, infatti ha messo a dura prova le nostre ginocchia.
Verso mezzogiorno siamo finalmente usciti dal bosco andino entrando in una zona desertica, sempre fortemente inclinata. Solo verso le tre del pomeriggio siamo finalmente giunti a valle, presso il paesello di Lucumaseca da dove, dopo esserci rifocillati, abbiamo preso un autobus per tornare nuovamente a San Pedro de Casta.

YURI LEVERATTO
Copyright 2011

Questo articolo puó essere riprodotto indicando chiaramente il nome dell’autore e la fonte www.yurileveratto.com/it

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Benvenuto al Centro Ufologico Ionico

Dalle prime ore di stamane gli utenti in rete possono usufruire di una nuova interessante risorsa. È infatti partito il nuovo sito ufologico gestito da Antonio De Comite antoniodecomite@gmail.com (fuoriuscito recentemente dal Centro Ufologico Taranto) col supporto di altre quattro persone: si chiama CUI (Centro Ufologico Ionico) http://www.centroufologicoionico.com e negli intenti si propone di essere il punto di riferimento dell’informazione UFO e materie connesse, con la possibilità di discutere e commentare le notizie e gli articoli pubblicati giornalmente.

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